DESCRIZIONE SENTIERI STIFFE

SENTIERO NOME LUNGHEZZA

(m)

DISLIVELLO

(m)

DIFFICOLTA’ TEMPO
1 Biglietteria Grotte di Stiffe 870 98 Turistico 15 minuti
2 Fonteavignone 19500 666 Escursionistico 4 ore
3 Fossa Campana 6000 228 Turistico/Escursionistico 1 ora e 30 minuti
4 Bivio Fossa Campana 4000 80 Turistico 1 ora
5 Terranera 4300 490 Escursionistico 1 ora e 15 minuti
6 Lago Sinizzo -Grotte di Stiffe 6000 150 Turistico/Escursionistico 1 ora e 20 minuti
7 Via Crucis 4500 131 Escursionistico 1 ora e 30 minuti
8 Tratturo Magno 2800 78 Turistico 40 minuti
9 Vasche del lino e della canapa 3000 52 Turistico 50 minuti
10 della Precia
(Lago Sinizzo)
3250 115 Turistico 1 ora

PLANIMETRIA GENERALE DEI SENTIERI

SENTIERO N.1 “BIGLIETTERIA GROTTE DI STIFFE”

Lunghezza: 870 metri

Dislivello totale: 98 metri

Difficoltà: T

Tempo di percorrenza: 15 minuti

Il percorso parte dalla biglietteria delle Grotte di Stiffe, situata a quota 562 metri s.l.m.

Percorrendo una breve scalinata si imbocca un sentiero che conduce, passando attraverso l’abitato di Stiffe, al piazzale di ingresso alle Grotte, situato a quota 660 metri s.l.m. Nel primo tratto il sentiero passa attraverso un’area boscata caratterizzata dalla presenza di querce. Attraversando un ponte di legno si arriva poi al centro abitato di Stiffe, dove, nell’ultimo tratto nel paese, si percorre una scalinata in pietra. Lasciate alle spalle le ultime case, dopo cica 170 metri si arriva ad un belvedere, dal quale è possibile ammirare il panorama circostante. Proseguendo per altri 170 metri si giunge infine al piazzale di accesso alle Grotte di Stiffe. Di grande bellezza naturalistica il salto d’acqua visibile nel punto indicato sulla piantina, il cui rumore fragoroso si può già sentire passeggiando tra la vegetazione circostante fino all’arrivo dell’ingresso alle Grotte.

SENTIERO N.2 “FONTEAVIGNONE”

Lunghezza: 19,5 km

Dislivello totale: 666 metri

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 4 ore

Percorribile anche in bicicletta o a cavallo

Dal piazzale di accesso alle Grotte (quota 660 m s.l.m.) si imbocca un sentiero che nel primo tratto attraversa un’area boscata. Dopo circa 1,5 km si raggiunge una strada asfaltata; girando a sinistra si prosegue su di essa per 290 metri. Girando nuovamente a sinistra si imbocca un sentiero che, nel primo tratto, attraversa un’area coltivata, per poi proseguire attraverso un’area boscata. Percorsi altri 850 metri si raggiunge una larga strada sterrata. Da qui, girando a sinistra, si inizia a salire verso l’abitato di Fonteavignone. Dopo aver percorso circa 9 km di sentiero si arriva alla strada asfaltata che conduce al centro abitato. Girando quindi a sinistra e imboccando questa strada, dopo 400 metri si giunge ad un bivio, presso il quale bisogna nuovamente girare a sinistra. Percorrendo altri 110 metri si incontra un altro bivio, al quale bisogna girare a destra. Si segue quindi la strada asfaltata per altri 500 metri per poi girare nuovamente a sinistra per entrare nell’abitato di Fonteavignone. Scendendo per altri 200 metri si arriva ad un parco pubblico, al termine del quale bisogna girare a destra; dopo 90 metri si arriva ad uno slargo con una piccola chiesa sulla destra. Prendere quindi il sentiero che si trova di fronte all’ingresso della edificio. Da qui si prosegue seguendo un percorso più stretto di quello seguito finora, tutto in discesa. Durante il cammino si incontrano tracce di antiche costruzioni. Dopo 5 km a partire dalla chiesa si giunge ad un bivio. Girando a sinistra e procedendo per altri 1,8 km il percorso si ricollega al sentiero n.1 (“Biglietteria  Grotte di Stiffe”), che conduce al piazzale delle Grotte.

SENTIERO N.3 “FOSSA CAMPANA”

Lunghezza: 6 km

Dislivello totale:
228 metri

Difficoltà: T/E

Tempo di percorrenza:
1 ora e 30 minuti

Dalla biglietteria si percorre una breve scalinata posta frontalmente ad essa, al termine della quale, dopo circa 15 metri, si gira a sinistra, entrando in un sentiero che porta verso la fossa di Campana, alla quale si arriva dopo 1,5 km di cammino. Proseguendo per un altro chilometro si arriva ad un bivio: girando a sinistra il percorso si ricollega al sentiero n.4 (“Biglietteria – bivio fossa Campana”), che attraversa il centro abitato di Campana e torna alla biglietteria delle Grotte percorrendo il lungofiume; mantenendo invece la destra si risale in direzione di Fonteavignone. Percorrendo un altro chilometro si incontra un’indicazione per la fossa di Campana, che permette di arrivare, dopo circa 200 metri, ad un punto panoramico sulla fossa stessa. Tornando indietro e riprendendo il sentiero, dopo aver percorso altri 570 metri si arriva ad un altro bivio, dal quale si prosegue sul sentiero n.1 (Biglietteria – piazzale Grotte): mantenendo la sinistra si risale verso l’abitato di Fonteavignone, mentre proseguendo verso destra si ritorna alla biglietteria delle Grotte chiudendo così l’anello che gira intorno alla fossa di Campana.

SENTIERO N.4 “BIVIO FOSSA CAMPANA”

Lunghezza: 4 km

Dislivello totale: 80 metri

Difficoltà: T

Tempo di percorrenza: 1 ora

Partendo dalla biglietteria delle Grotte si prende subito la strada bianca sulla sinistra. Il percorso passa attraverso un’area pianeggiante caratterizzata da campi coltivati e dalla presenza del fiume Aterno, che rimane sempre sulla sinistra. Dopo 2,5 km si arriva ad un bivio, dal quale, girando a destra, si prosegue lungo una strada asfaltata che costeggia l’abitato di Campana. Subito dopo il tornante, sulla destra, si prende un sentiero che, dopo 300 metri, conduce ad un bivio. Da qui, girando a destra e percorrendo altri 400 metri, si arriva ad un ulteriore bivio, al quale bisogna proseguire dritto per giungere, dopo altri 300 metri, al sentiero n.3 (“Anello fossa Campana”), che permette di tornare alla biglietteria delle Grotte, girando a destra. All’ingresso del paese di Campana, è presente un ponte che risale all’epoca dell’Imperatore Claudio il quale, oltre alle molteplici opere pubbliche, volle aggiungere 43 ponti sull’Aterno. Lungo la valle  di Acciano, anche se lunga soltanto 19 Km, ne furono costruiti 12 e questo di Campana è il primo e  oltre a segnare la fine della conca aquilana  fa da porta alla valle Subequana. Nella parte sovrastante, a metà ponte, c’erano due edicole affrescate, coperte da un piccolo tetto, “a scampo di piogge e per devozione de’ fedeli.”

SENTIERO N. 5 “TERRANERA”

Lunghezza: 4,3 Km

Dislivello totale: 490 metri

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 1 ora e 15 minuti

Dal bivio che si trova sopra la fossa di Campana, che collega il percorso N° 2 e 3, si prende il sentiero per Terranera, in direzione sud, seguendo quindi l’indicazione della freccia. Durante il percorso si attraversa un’area boscata, caratterizzata dalla presenza di quercia e pino nero. Il sentiero è ben segnato e privo di bivi. Arrivati a Terranera (quota 1280) si può godere della meravigliosa vista sottostante.

SENTIERO N. 6 “LAGO SINIZZO – GROTTE DI STIFFE”

Lunghezza: 6 km

Dislivello totale: 150 metri

Difficoltà: T/E

Tempo di percorrenza: 1 ora e 20 minuti

Questo percorso rappresenta un collegamento tra il Lago Sinizzo e la biglietteria delle Grotte di Stiffe. Dalla biglietteria si esce da parcheggio e si torna sulla strada asfaltata. Si gira quindi a destra, in direzione di San Demetrio né Vestini. Percorsi 700 m si oltrepassa il binario del treno e subito dopo si gira sulla sinistra. Da qui si percorrono 870 m per girare poi a destra e prendere una strada sterrata. Dopo circa 1 Km si incontra, sulla destra, a circa 100 metri dalla strada, uno stabile. Da questo punto si percorrono altri 125 metri per prendere un tornante sulla destra, che passa sulla destra del cimitero di San Demetrio né Vestini. Percorsi 350 m si gira quindi a sinistra, verso il parcheggio del cimitero. Si segue quindi la strada asfaltata fino al bivio per poi girare a sinistra e dopo 150 m subito a destra. Proseguendo per la strada principale per 1 Km si arriva ad un incrocio dove bisogna andare diritti per fare altri 700 metri e arrivare al Lago Sinizzo.

SENTIERO N. 7 “VIA CRUCIS”

Lunghezza: 4,5 km

Dislivello totale: 131 metri

Difficoltà: E

Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti

Da San Demetrio ne’ Vestini si raggiunge facilmente la frazione di San Giovanni, dove, all’inizio dell’abitato, si incontra un piccolo slargo con dei parcheggi sulla destra. Di fronte ai parcheggi, sulla sinistra dello slargo, si prende una strada piuttosto larga posta tra le case. Da qui, percorsi appena 40 metri, si arriva subito ad un bivio, dove bisogna girare a sinistra per prendere una comoda strada sterrata. Si prosegue quindi dritti per 900 metri, fino ad arrivare ad un bivio, dove bisogna girare a destra prendendo però il sentiero posto sulla sinistra. Da qui la strada si restringe, passando in un piccolo querceto, e dopo altri 500 metri si inizia a salire verso la via crucis. Da qui l’ambiente si presenta più arido e la pendenza aumenta. La salita continua per 700 metri fino alla chiesa, dalla quale è possibile osservare la dolina sottostante. Da qui si riprende il percorso sulla destra, in pianura. Percorsi 500 metri si arriva ad un bivio: girando a sinistra e percorrendo circa 700 metri si arriva ad un altro bivio che collega il Tratturo magno, mentre girando a destra si prosegue il percorso che chiude l’anello e che torna quindi all’abitato di San Giovanni. Proseguendo quindi lungo l’anello, si percorrono altri 700 metri e si gira nuovamente a destra subito dopo un mucchio di pietre. Da qui il sentiero, prima pianeggiante e largo, inizia a scendere e a restringersi. Si cammina quindi per un altro chilometro, fino a quando il sentiero termina in prossimità di uno stabile con un cancello. Si prosegue quindi dritti per tornare al centro abitato e chiudere l’anello.

E’ possibile ipotizzare che Santa Croce fosse un luogo di culto federale per l’ampia comunità distribuita tra la Valle dell’Aterno  e le pendici del Gran Sacco. Il tempio, centralissimo, rispetto al territorio dei Vestini Cismontani, sarebbe stato un luogo di culto eretto e sotto il controllo della vicina Separa che, si ricorda, è la fortificazione più ampia del territorio dei Vestini Cismontani (tra quelle note) e posta all’esatto centro geografico dei vari insediamenti fortificati distribuiti attorno a lei. Così, la via che collega la porta delle mura poligonali di San Demetrio con l’attuale cappella di Santa Croce, dopo aver attraversato Cardabello, sarebbe stata una sorta di “via sacra” (ancora oggi sacra per gli abitanti del luogo come percorso della Via Crucis) che metteva in comunicazione due luoghi di culto di divinità venerate dall’ampia comunità che gravitava attorno a Separa. Grosse pietre squadrate sono state riutilizzate come pietre angolari della cappella. Una misura cm 80×80. Dovevano esserci molti altri blocchi lavorati in situ perché all’inizio del 1900 un intraprendente cittadino di Cardamone (il villaggio ai piedi della collina di Santa Croce) ritenne conveniente costruire una teleferica per portare a valle quei blocchi lavorati da vendere per l’edilizia locale. La parte posteriore della cappella, la più antica (sec. XVII?), misura metri 5×4. Un nuovo corpo è stato aggiunto raddoppiandone la lunghezza. Accanto alla cappella ci sono dei ruderi di una stazione semaforica borbonica di segnalazioni ottiche che è la conferma dell’ampia visibilità che si ha da qui sul territorio circostante. Sul retro della cappella affiorano i resti di una struttura semicircolare con il suolo in parte pavimentato con grossi ciottoli. Alle spalle della cappella, sul declivio che scende verso Verupola, si sviluppa un ampio recinto documentato dalle foto aeree della RAF

SENTIERO N. 8 “TRATTURO MAGNO”

Lunghezza: 2,8 km

Dislivello totale: 78 metri

Difficoltà: T

Tempo di percorrenza: 40 minuti

Dal sentiero N° 6 (Lago Sinizzo-San Giovanni-Calvario) si prende una comoda strada bianca in direzione nord. Percorso 1 Km si arriva ad un bivio dove bisogna girare a sinistra. Proseguendo, sulla destra si incontra un piccolo muretto in pietra e dopo un altro Km si arriva ad un altro bivio dove si gira nuovamente a sinistra. Da qui, percorsi appena 125 m si arriva ad un ulteriore bivio dove bisogna prendere il secondo sentiero a partire da sinistra. Da qui si va diritti per 600 m fino al bivio che collega questo sentiero con il N° 7, “Anello Via Crucis”.

Percorso a piedi nei luoghi della transumanza attraverso storie, mestieri e sapori di una cultura millenaria, il Tratturo Magno L’Aquila-Foggia, chiamato anche Tratturo del Re o Tratturo Regio, con i suoi 244 km è il più lungo tra i tratturi italiani.

Settembre, andiamo. È tempo di migrare.

Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori

lascian gli stazzi e vanno verso il mare:

scendono all’Adriatico selvaggio

che verde è come i pascoli dei monti”   (G. D’Annunzio)

SENTIERO N. 9 “DELLE VASCHE DEL LINO E DELLA CANAPA”

Lunghezza: 3 km

Dislivello totale: 52 metri

Difficoltà: T

Tempo di percorrenza: 50 minuti

Ponendosi con le spalle al lago si prende il sentiero di fronte al piazzale. Dopo 100 metri, sulla sinistra, è possibile osservare delle vasche in pietra, utilizzate in passato per la macerazione della canapa. Percorsi altri 400 metri si giunge ad un bivio, dove bisogna mantenere la destra.  Da qui il sentiero inizia a salire, il leggera pendenza, su un terreno brullo. Percorsi altri 600 metri si esce dal sentiero e si incontra la strada asfaltata che conduce a San Giovanni, frazione di San Demetrio ne’ Vestini; a questo punto bisogna girare a destra e salire verso l’abitato. Da qui, percorsi 500 metri, si arriva ad uno slargo, con dei parcheggi sulla destra, mentre a sinistra parte il sentiero n.7 (“Anello Via Crucis”). Proseguendo dritto si attraversa tutto il paese, al termine del quale il percorso prosegue su una strada sterrata piuttosto larga. Da qui, percorsi 300 metri, si lascia la strada larga per prendere, a destra, un sentiero più stretto. Dopo altri 600 metri il sentiero riconduce sulla strada larga, in prossimità di un bivio, al quale bisogna girare a destra per ricollegarsi al sentiero n.10 (“Anello Lago Sinizzo – della Precia”). Da qui è quindi possibile salire e percorrere l’anello del lago Sinizzo o scendere per ritornare al piazzale del lago.

Osservando bene la zona, si scopre che ci sono i resti del castello medioevale, ancora riconoscibile, ma ignorato fino a non molto tempo fa. E’ il “Castrum Sancti Dometrij in villa Sancti Joannis” di cui si parla in un documento dei primi decenni del 1300 citato da A. De Matteis (L’Aquila e il Contado. Demografia e fiscalità nei sec. XV-XVIII) . Il castello sorge su uno stretto crinale all’inizio di uno sbalzo del terreno che attraversa il Borgo di San Giovanni per terminare sullo sperone roccioso sul quale è stata edificata attorno al 1100 una prima chiesa di San Giovanni.

La struttura medioevale è una cinta di forma trapezoidale lunga 100 metri, con una rampa di ingresso dalla parte del villaggio e tre linee di mura dalla parte della Valle dell’Inferno. Gli spazi pianeggianti del Castello sono lastricati con ciottoli. Tracce di muro a grossi blocchi, che potrebbe essere parte di una fortificazione vestina, affiorano all’interno della cinta medioevale. Sette linee di mura a gradoni difendono una mulattiera che risale al castello dal lato del laghetto (ora estinto) che si sviluppava in basso, ai piedi di San Giovanni.

La fortificazione controlla due vie di comunicazione che si incrociano al suo interno: quella che da San Giovanni risale all’altopiano di Santa Croce e a Separa, e quella che mette in comunicazione gli ipotizzati insediamenti della Valle dell’Inferno con la zona del laghetto estinto.

Va inoltre ricordato che in queste zono sono presenti delle vasche di decantazione in pietra, usate nella lavorazione del lino e della canapa, usati nella tessitura di filati locali.

SENTIERO N. 10 “DELLA PRECIA (LAGO SINIZZO)”

Lunghezza: 3,25 km

Dislivello totale: 115 metri

Difficoltà: T

Tempo di percorrenza: 1 ora

Il sentiero parte in prossimità del lago Sinizzo. Camminando in direzione nord si percorre una comoda strada sterrata, in leggera salita, che attraversa un’area caratterizzata da un bosco rado di querce. Dopo circa 1 km si giunge ad un bivio, al quale bisogna girare a destra. Nei pressi del sentiero, sulla destra, è possibile osservare una risorgiva, le cui acque provengono dal massiccio del Gran Sasso. Proseguendo il cammino, il sentiero riporta in direzione sud, passando al margine di campi coltivati. Dopo circa 600 metri si giunge ad un incrocio, dove bisogna proseguire dritti (girando invece a sinistra è possibile arrivare al paese di San Nicandro). Dopo aver percorso altri 700 metri il sentiero prosegue attraverso un’area boscata, con nuclei di Ginepro e Pino nero, fino a ritornare nei pressi della sponda del lago Sinizzo.

Durante il percorso è possibile vedere resti di strutture murarie probabilmente, un tempo, adibite ad una qualche attività produttiva.

Il complesso delle strutture murarie rilevabili in questa zona, a nord-ovest dalla cinta fortificata, permette di ipotizzare che qui fosso l’insediamento vestino che aveva come riferimento di difesa la cinta di Sinizzo. Resti di mura ad un fossato ai margini della mulattiera che risale dalla sorgente dell’Acquatina a Sinizzo sembrano eretti per difendere su questo lato l’ipotizzato abitato vestino.

Il lago che sta ai piedi della prete rocciosa (la Precia) sulla quale è edificata la cinta fortificata di Sinizzo doveva far parte del territorio controllato da Separa. E’ un luogo “magico” e potrebbe essere stato oggetto di culto dato che i popoli italici veneravano le divinità di laghi e sorgenti.
Il lago Sinizzo alimentava un acquedotto di epoca romana di cui gli storici Antinori e Febonio avevano parlato rifacendosi a fonti latine e osservazioni personali.  Malgrado oggi non rimanga alcuna traccia di quest’opera che deve essere stata molto importante tanto da meritare la menzione da parte di autori rimani, possiamo confermare che è realmente esistita. Lo attesta una epigrafe inedita scoperta a poca distanza dal lago, che spiega che un acquedotto in piombo era stato realizzato o restaurato da un peltuinate.